| Title | I ruoli comici nel teatro italiano tra Otto e Novecento |
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| DOI | https://doi.org/10.54103/st.256.c534 |
| Landing page | https://libri.unimi.it/index.php/studiteatrali/catalog/book/256 |
| Publisher | Milano University Press |
| Published on | 2025-11-07 |
| Long abstract | Il contributo si concentra sui ruoli comici del teatro di tradizione e nello specifico sul brillante con l’obiettivo di individuare, nel periodo di “anomalia” del teatro italiano, le modalità con cui l’attore affinò le caratteristiche del proprio ruolo per renderle più consone a un *personaggio. *Attraverso le strategie comiche e l’analisi di repertorio è possibile comprendere come nella nuova drammaturgia italiana il ruolo tenda a privilegiare toni più malinconici e riflessivi. Particolare rilievo assume il Teatro del grottesco, dove il brillante si trasforma in raisonneur, centrale per comprendere l’opera pirandelliana. L’analisi mostra come alcune qualità del ragionatore erano già presenti nel brillante tradizionale. È ipotizzabile che il passaggio al “teatro del personaggio” inizi con Sei personaggi in cerca d’autore e si consolidi durante il fascismo, con l’abolizione progressiva dei ruoli. In seguito, l’attore dovrà adattarsi a nuove logiche produttive, diventando funzionale al personaggio. Infine, si può affermare che le peculiarità intrinseche del brillante permangano ancora per molto tempo negli “eredi”. Incrociando le cronache dell’epoca con i caratteri ereditari all’interno di un repertorio unificato, ho tentato di ricostruire la gamma comica del brillante per scorgere quell’aspetto di continuità sopravvissuto al mutare del sistema teatrale. |
| Page range | pp. 151-164 |
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